SPENDING REVIEW/ Ecco i tagli nel pubblico impiego e nella sanità

Il sussidiario.net

Mercoledì 4 luglio 2012

 

 

 

Spending review, il governo ha messo giù il suo piano di tagli che il capo del Governo Monti assicura non essere stati fatti "con l'ascia". Ma di tagli ce ne sono eccome e i sindacati sono già sul piede di guerra. E nonostante i tagli, come invece era stato promesso, si viene a sapere che la spending review non basterà a evitare l'aumento dell'Iva prevista un due punti il prossimo ottobre e un altro mezzo punto dal gennaio 2014.  L'imposta sul valore aggiunto aumenterà di un solo punto, dal 21 al 22% per l'aliquota standard e dal 10 all'11% per quella ridotta, a partire da gennaio e di un ulteriore mezzo punto dal 2014. In realtà lo stesso governo fa sapere che il testo definitivo della spending review è ancora in fase di preparazione con inevitabili revisioni dopo i primi incontri ieri con le parti sociali e con gli enti pubblici. Vediamo nel dettaglio i tagli principali. Per quanto riguarda la sanità sii tratta di una nuova formulazione dei tetti di spesa farmaceutica territoriale e ospedaliera, con tendenza al ribasso, nuove convenzioni con le strutture private, riduzione dei fondi di acquisto dispositivi medici. Le farmacie in particolare sono obbligate a concedere al servizio sanitario uno sconto extra pari al 6,5% che poi nel 2013 diventerà uno sconto fisso del 3,65%. Il tetto alla spesa farmaceutica viene alzato dal 2,4 al 3,2%; ridotto quello della spesa territoriale dal 13,3 all'11,5% del totale della spesa sanitaria. Le somme che eccedono il tetto fissato dal governo saranno accreditate per il 50% alle imprese e per l'altro 50% alle Regioni. Le Asl potranno avere le forniture necessarie solo attraverso la Consip, la centrale pubblica per gli acquisti centralizzati. Le spese delle Regioni per prestazioni sanitarie fatte da privati in regime di convenzione saranno tagliate dell'1% nel 2012 e del 2% a partire dal 2013 rispetto ai valori del 2011. Vediamo adesso gli enti locali. Le Regioni a statuto ordinario dovranno versare un contributo di 700 milioni di euro nel 2012 e di un miliardo di euro dal 2013. Le Regioni a statuto speciale un contributo di 500 milioni e di un miliardo a partire dal 2013. I Comuni dovranno rassegnarsi a un taglio di 500 milioni di euro subito e di due miliardi a partire dal 2013. Gli enti locali poi dovranno stabilire un turn over pari al 20% da adesso al 2014, quindi del 50% nel 2015: nel 2016 sarà possibile assumente nuovi dipendenti in numero pari a quelli che vanno in pensione. I comuni sotto i 5mila abitanti dovranno unire i compiti principali con altri comuni: se non riusciranno a trovare un accordo, la Regione deciderà di propria iniziativa. Il pubblico impiego. Taglio del 20% del numero dei dirigenti e del 10% per i dipendenti. Si tratterebbe di un taglio pari rispettivamente a 100mila e 300mila lavoratori. Per far ciò è prevista una mobilità obbligatoria per due anni mentre i più anziani godranno di un meccanismo di accompagnamento alla pensione. Altre novità per gli statali. 

Da ottobre il valore dei buoni pasto non potrà superare i sette euro. Ferie obbligatorie tra Natale e Capodanno e la settimana di ferragosto. Vietato vendere i giorni di ferie, i riposi, i permessi non goduti. Vietate le consulenze a chi è andato in pensione.

 

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